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TEMA

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significato

emozione

Il tema di un film è il significato profondo del film, è un’emozione che è tanto più efficace quanto più è condivisa. Ogni film ha una propria trama, che è il racconto superficiale, e –per essere un film di successo- ogni trama nasconde il tema.

Cerchiamo di approfondire.

IL TEMA


Che cosa rende indimenticabile un film?

Immagine introduttiva

Spesso la differenza tra un grande film e un film mediocre sta nella profondità del suo tema. Che cos’è quindi il tema in un film?
È il significato più profondo, che va oltre la trama.
Possiamo dire che la trama nasconde il tema.

Il tema è ciò che dà significato al film in senso emozionale, più che analitico. Non scaturisce solo dai dialoghi, o dai personaggi, o dalle azioni, ma dal loro insieme combinato. Spesso si lascia intravvedere nelle fasi finali di risoluzione della storia. Conclusa la proiezione, il film chiede allo spettatore di riflettere su ciò che ha visto e di capirne il senso confrontandolo con la propria identità personale, di ripensare alle situazioni problematiche che sono state descritte e affrontate e di dare una risposta: la propria.

Fin dai primordi della sua esistenza, l’uomo ha cercato punti di riferimento e risposte che lo aiutassero a vivere e a costruire rapporti con i propri simili, per superare le difficoltà e i problemi; ha interrogato il mondo intorno a lui per poterlo comprendere. Perciò, le storie che leggiamo o, come in questo caso, scriviamo, derivano dalla nostra esperienza, altro non sono che rappresentazioni della nostra vita. In questo senso, il tema esprime un punto di vista, una proposta personale su come agire e comportarsi nell’esperienza umana.
Quando un tema è forte ha carattere universale e il suo messaggio è comprensibile e condivisibile da tutti. Una storia senza tema ha poco significato.
Che ruolo svolge il tema in un film?
È il cuore pulsante della storia. Deve ispirarci e motivarci. Deve esprimere un messaggio che va oltre la storia e ci giunge in modo indiretto, come riflessione di più ampio respiro.

Ad esempio, nel film E.T. l’extraterrestre la trama racconta la storia di amicizia tra un bambino e un alieno che si è perso sulla Terra. E.T. vuole tornare a casa. Anche Elliott, il cui papà ha lasciato la famiglia, vorrebbe «tornare a casa», nel senso che vorrebbe vedere i suoi genitori di nuovo insieme. L’unione di queste due situazioni esplora il tema dell’amicizia e lealtà nei riguardi di chi è diverso da noi, ma non solo: ci mostra anche come ci si dovrebbe comportare se un amico è in difficoltà.

Simba
Il cucciolo Simba.

Nel film Terminator (J. Cameron – 1984), il tema va oltre la storia di macchine che vogliono distruggere l’umanità (spunto che viene dichiarato nella frase iniziale del film: «Le macchine emersero dalle ceneri dell’incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente… Oggi…»). Il tema esplora la possibilità che un giorno una tecnologia troppo intelligente possa sfuggire al controllo dell’uomo.

Nel film Il re leone (R. Allers, R. Minkoff – 1994), la trama racconta la storia di Simba, cucciolo di leone, principe ereditario della Savana, che vive minacciato dalle insidie dell’infido zio Scar. Questi attua il suo piano per conquistare il potere, uccide il re, padre di Simba, e gli succede al trono. Dall’esilio, Simba riorganizzerà la riscossa. Il tema esplora il dualismo bene/male e fa riflettere sul processo di maturazione dell’individuo e sulle sfide da affrontare per diventare veri uomini.

Più il tema è profondo e condiviso, più intense sono le emozioni che il film suscita.

Quali temi allora scegliere? Un tema esprime ciò in cui crediamo fermamente: l’amore, l’amicizia, il rispetto per gli animali; o, al contrario, qualcosa che detestiamo, come la guerra, la violenza, la violazione dei diritti umani.
Poiché nel cinema dobbiamo ragionare per sequenza di immagini, come facciamo a far capire il nostro tema?
Vediamo alcune soluzioni possibili.

Trasformiamo il tema in domanda
Poniamo per esempio di aver scelto il tema: «L’amore sconfigge l’odio». Cambiamo la nostra prospettiva in: «Può l’amore sconfiggere l’odio?» e lasciamo al film, e poi allo spettatore, il compito di rispondere a questa domanda attraverso l’intreccio degli eventi.
In Romeo e Giulietta (B. Luhrmann – 1996), i due giovani appartengono a famiglie rivali, i Capuleti e i Montecchi («Due grandi casate, entrambe ricche e potenti, nella bella Verona, dove la nostra storia ha luogo, attizzano il fuoco di vecchi rancori, macchiando mani fraterne di fraterno sangue»). Ciononostante i due si innamorano e, in segreto dalle loro famiglie, si sposano. L’epilogo della storia è drammatico: per sfuggire alle nozze ufficiali imposte dal padre, Giulietta finge di essere morta, Romeo ingannato, per il dolore si uccide. Ella lo segue nel suo tragico destino. «Un livido silenzio è disceso su Verona. Neppure il sole osa affacciarsi all’orizzonte. Perché mai storia fu più dolorosa di quella di Giulietta e del suo Romeo».

Selezioniamo un’emozione e sviluppiamo l’idea a essa associata
Poniamo per esempio che l’emozione di cui vogliamo parlare sia la rabbia: proviamo a provocarla attraverso una storia in cui emerga fortemente un’ingiustizia o un abuso.
In Mississippi burning (A. Parker – 1988), tratto da una storia vera, due agenti dell’FBI indagano sulla morte di tre attivisti per i diritti civili, due ragazzi ebrei e un afroamericano. Si scoperchia così l’atroce realtà di ripetute brutalità perpetrate soprattutto contro la popolazione nera dagli uomini del Ku Klux Klan, presenti a ogni livello della comunità, e dell’insormontabile omertà delle cosiddette persone perbene. Il caso viene infine risolto grazie alla moglie del vicesceriffo, che è coinvolto negli omicidi. La donna tradirà le regole della comunità permettendo di interrompere la spirale dell’odio.
«Ti piace il baseball, vero Anderson?»
«Sì, tanto; sapete? È la sola occasione in cui un negro può agitare un bastone contro un bianco senza rischiare la pelle!»

Sviluppiamo l’idea del cambiamento del protagonista
Nel film Ricomincio da capo (H. Ramis – 1993), il protagonista Phil Connors è un presuntuoso meteorologo televisivo. La storia inizia mostrandolo in trasferta in una cittadina della provincia americana per eseguire un reportage sulla festa del Giorno della Marmotta. Qui avviene un evento imprevisto: una sorta di vuoto temporale lo costringe a vivere lo stesso giorno più e più volte. Alle 6.00 di ogni mattina la radio lo sveglia riproponendo sempre lo stesso brano musicale, gli eventi ogni giorno si ripetono identici. Ben presto egli ne prende coscienza e capisce che può sfruttare lo stesso giorno facendo le cose più stravaganti, tanto sa che si risveglierà il giorno dopo come se nulla fosse successo, per poi ricominciare. Ma ogni tentativo di sedurre la sua compagna di lavoro, Rita, fallisce e questo lo porta comunque alla depressione e a tentare continuamente il suicidio. A questo punto Phil ne parla proprio con Rita che gli suggerisce di dedicare questo giorno non al soddisfacimento dei propri desideri e del proprio egoismo, ma a compiere azioni per aiutare il prossimo e migliorare se stesso per diventare, alla fine, un uomo migliore. Questo radicale mutamento del suo modo di vivere lo porterà a uscire dall’incantesimo e trovare finalmente l’amore.

Parliamo della lotta tra bene e male, mostrando gli aspetti positivi attraverso il protagonista e quelli negativi attraverso l’antagonista. Nei Predatori dell’Arca perduta (S. Spielberg – 1981), Harrison Ford prosegue la saga delle avventure di Indiana Jones. Questa volta l’archeologo è chiamato a intercettare una spedizione di nazisti che hanno individuato il sito ove è celata la mitica Arca dell’Alleanza, contenente le tavole dei dieci comandamenti dettati da Dio a Mosè. Secondo alcuni miti nati proprio negli anni della seconda guerra mondiale, periodo in cui la saga è ambientata, il possesso dell’arca conferisce a chi la detiene l’immortalità e l’assoluto dominio del Pianeta. Indiana raggiunge l’Egitto e nuovamente ritrova il suo antagonista di sempre, Belloq, che ovviamente è al servizio di Hitler. Quando questi apre l’arca, l’ira di Dio lo colpisce: fiamme micidiali avvolgono l’intero reggimento nazista, mentre Indiana e la sua compagna Marion, indenni, riescono a riportare in patria quel che resta dell’Arca.

Condensiamo il tema in una frase forte, densa di significato e di passione, all’interno di un dialogo. Il Viale del Tramonto (B. Wilder – 1950) inizia mostrandoci il cadavere di Joe Gillis, un giovane sceneggiatore di Hollywood, che galleggia nella piscina di una ricca dimora sul Sunset Boulevard. Per mezzo di un flashback, siamo portati indietro nel tempo a scoprire la storia di Joe, che la racconta con la sua voce fuori campo. Questo stratagemma, una novità in quegli anni, rese il film un cult.
«Prima che gli altri vi raccontino questa storia deformandola, sono certo che vi piacerebbe sapere la verità. La pura verità».
Siamo a Hollywood negli anni Cinquanta, Gillis è senza un quattrino e casualmente si imbatte in Norma Desmond, una diva del cinema muto ormai dimenticata.
«Siete Norma Desmond, sì! La famosa attrice del muto. Eravate grande!»
«Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo».
Norma non accetta di essere invecchiata e di essere ormai esclusa dalle scene della ribalta e assolda lo scrittore perché scriva un copione per permetterle il ritorno sulle scene, obbligandolo a vivere con lei. Il rapporto tra i due è molto conflittuale: Norma, folle di gelosia, spara a Joe uccidendolo. Il suo corpo senza vita cade nella piscina. Si torna così all’inizio della vicenda, per concluderla. All’arrivo della polizia, Norma è sconvolta e non ricorda né comprende cosa sia successo. Il suo maggiordomo allora le dice che la folla attorno alla casa è di giornalisti che festeggiano il suo ritorno nel cinema. Il film si chiude con la celebre battuta: «Sono pronta per il primo piano».
Il tema di questo film è la critica amara dello star system hollywoodiano, da una parte, e dell’ambizione umana che si autoalimenta fino a uccidere, e uccidersi.

Scheda film: Sunset Boulevard

Comunichiamo il tema attraverso un’immagine particolarmente significativa, che resti impressa.
È il caso di Spiderman (S. Raimi – 2002) basato sui fumetti dell’Uomo Ragno della Marvel Comics. Il protagonista Peter Parker viene morso da un ragno radioattivo e ne acquisisce i poteri. All’inizio della storia Parker viene ritratto come un uomo insignificante, un debole, che viene maltrattato dagli altri, disprezzato proprio come un piccolo ragno. Il film mostra che da un essere all’apparenza insignificante può nascere un eroe con grandi poteri.

Scheda film: Spiderman EESERCIZIO
  1. Analizza la trama dei seguenti film e cerca di individuare il tema/i temi suggeriti: Il signore degli Anelli, Twilight, Cado dalle nubi. Cerca informazioni in rete. Se non hai visto questi film, o non li hai amati, scegli tra altri titoli e motiva il perché della tua scelta.
  2. Pensa a un tema che ti sta particolarmente a cuore e a un modo per poterlo esprimere all’interno di una storia. Poniti una serie di domande e prova a cercare una soluzione secondo il tuo punto di vista sul tema scelto.
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